Prima di tutto l'isola e gli isolani

l'editoriale di Peppe Paino Cinque aspiranti ad una, quanto mai, scomoda poltrona di Sindaco e oltre duecento candidati , in undici liste, ad un posto in Consiglio comunale molti dei quali , come ad ogni tornata, potranno contare sul voto personale e al massimo di qualche familiare. Alcuni dei quali, come ad ogni tornata, e saranno questi i giorni decisivi, potranno cedere o dividere il proprio “tesoretto” elettorale ( 30/40 voti) ad e con altri in nome di una mutua assistenza per eventuali , futuri, benefici. Nulla di strano per l’isola e per le sue sorelle: ci sono famiglie come al solito divise e in qualche caso, purtroppo, divorate dalla febbre da competizione. Ci sono gli immancabili venditori di fumo che arrivano perfino a sancire la fine di un amore tra fidanzati mettendoli in liste diverse e ci sono le solite candidature, per pura ripicca, in uno schieramento perché dall’altro si è stati fatti fuori o perché, chissà cosa avranno mai da far pagare per vendetta. Sorpresi ? Ma va ! E’ il solito circo elettorale quinquennale, il festival dell’ipocrisia di una comunità smarrita e smemorata, sempre più lontana dalla sua gloriosa storia e cultura ma che almeno, rispetto ad un lustro fa, non si scanna dai balconi. Qui il “politically correct” è sempre stata utopia, figurarsi la pacificazione. Il problema è che in tutto questo marasma si stanno perdendo di vista l’isola e gli isolani. Con 50 milioni di euro in meno per i trasporti marittimi integrativi che rischiano di scomparire entro l’estate; con la sanità che va a rotoli; con un Comune che deve amministrare sei isole ma che non ha liquidità a sufficienza per farlo, salvo, e non è detto che basti, tirando il sangue ai cittadini; con la disoccupazione che avanza, inesorabile, anche tra gli over 50 l’elettorato non può permettersi di assecondare gli sciacalli che puntano a cibarsi dei resti di questa nostra “povera” terra. Chiedere, anche in tali condizioni, agli elettori di votare un candidato a Sindaco a piacere ma un consigliere ben definito significa non pensare a Lipari e alle Eolie ma solo al proprio tornaconto. Lo abbiamo già fatto presente al pubblico televisivo locale: Lipari deve avere un Sindaco e una maggioranza consiliare a sostegno. A maggior ragione oggi, si deve votare un progetto di rinascita, chi lo porta avanti e chi non lo ostacola. E si mandino, per una buona volta, a casa tutti coloro che intendono vivere di politica. In alcune liste ci sono degli elementi, ormai diventati delle macchiette. Veri e propri spaventapasseri che negli ultimi vent’anni hanno affossato questo paese. Che tornassero a lavorare dal momento che hanno anche la fortuna, di questi tempi, di poterlo fare.



a cura di Peppe Paino