" Per il depuratore ci sono altri siti "

" Per il depuratore ci sono altri siti " Riceviamo dall'ing. Franco Cavallaro e pubblichiamo una nota dal titolo "Condannati alle spese" : Riprendo la parola dopo un lungo periodo di silenzio, dopo aver ascoltato un’intervista dell’ex-sindaco, e commissario per le emergenze varie di Lipari, in merito alle vicende che riguardano il così detto Megaporto che la società mista del comune con il gruppo Condotte avrebbe dovuto realizzare. L’ex commentava come il tempo sia galantuomo e che, dopo tanti attacchi sul suo operato da parte dell’opposizione dell’epoca (oggi al governo),finalmente il recente tentativo di avanzamento dell’amministrazione (ancorché probabilmente spinto dal tentativo di limitare i danni) fosse un implicito riconoscimento favorevole al suo operato. Pertanto, onde evitare che, magari a breve, l'ex possa affermare che anche la vicenda relativa alla mancata realizzazione del depuratore (sfociata di recente nel sequestro del pretrattamento), fosse anch’essa frutto degli attacchi contro il suo operato, e che a causa di tali attacchi, nonostante fossero stati da lui acquisiti i finanziamenti, non era stato possibile realizzare la tanto attesa opera, mi sono deciso a dare alcune informazioni ai lettori. Intanto va chiarito che al contrario della vicenda del porto, le cui procedure non sono mai state messe in discussione, e nella quale il dibattito verte sul merito delle scelte urbanistiche, nel caso della vicenda del cosiddetto ciclo dell’acqua, prima di affrontare le problematiche sorte con le scelte localizzative, vanno affrontati i profili di “legalità” connessi alla vicenda. Infatti lo scrivente, vincitore (insieme ad altri) di una gara di progettazione con il comune di Lipari e desideroso solo di dare un prodotto di qualità al suo committente, è stato messo fuori gioco dall’affidamento senza gara dello stesso incarico alla Sogesid, e nonostante le tempestive censure dell’Autorità di Vigilanza e dell’Antitrust, ha dovuto attendere oltre 4 anni per far valere le proprie ragioni presso il TAR Lazio, che, finalmente il 3 luglio 2012, dopo due ordinanze interlocutorie, ha dichiarato illegittimo l’operato del Commissario per l’emergenza (ex-sindaco), condannandolo al risarcimento delle spese, e infliggendo pure una sanzione. La mia determinazione, unita alla - forse ingenua - fiducia nelle istituzioni, mi ha indotto a comunicare il disagio di un professionista i cui diritti venivano calpestati con una lettera aperta alle istituzioni, pubblicata anche sui Blog eoliani: per tutta risposta, durante il contenzioso, il presidente della Sogesid, ipotizzando una diffamazione nei confronti della sua società, mi ha citato presso il tribunale civile di Roma con la richiesta risarcitoria di ben €. 200.000. Azione giudiziaria che, qualunque fosse il suo intento, non è comunque riuscita a zittirmi. In questo caso fortunatamente non sono dovuto andare a Berlino, e recentemente il giudice del Tribunale di Roma ha escluso alcuna diffamazione, condannando la Sogesid al risarcimento delle spese per avermi citato in giudizio . I lettori a questo punto penseranno che il titolo dell’articolo riguardi il Commissario per l’emergenza e la Sogesid , mentre esso si riferisce invece ai cittadini di Lipari, che, grazie ai tempi della giustizia (se fosse stata sollecita e pronta ovviamente non saremmo qua a discutere di localizzazione del depuratore), si troveranno “condannati” alle seguenti spese (oltre a quelle derivanti dall’inevitabile annullamento del contratto con l’ATI vincitrice delle gara) derivanti dalla illogica scelta di realizzare il depuratore a Canneto: 1. Prossimità con diversi abitati e inevitabile riduzione di valore dei terreni legato all’utilizzo turistico e agricolo ; 2. Procedura per autorizzare il piano degli insediamenti produttivi annullata e necessità di trovare un altro sito per gli artigiani (ma ne esistono???) 3. Costi esorbitanti per la gestione di un depuratore che va raggiunto con un sollevamento e che produce molto residuo di fanghi che vanno smaltiti. Ma erano (e lo sono ancora) possibili altri siti? Certo che si!! Quando il sottoscritto, nel corso dell’assemblea pubblica del 5 marzo 2011, in cui il Commissario Pelaggi incontrò il comitato popolare, illustrò con una presentazione tecnica le ragioni di una localizzazione alternativa, smontando una per una le motivazioni che ci sono alla base della scelta del sito di Canneto, perché l’allora sindaco gli intimò di affrettarsi , impedendogli di fatto di poter informare dettagliatamente i cittadini presenti ? Perché il Commissario Pelaggi non volle neanche prendere in considerazione le perplessità del comitato? Vi era forse qualche motivo non tecnico che impediva di realizzare il progetto del depuratore a Monte Rosa? Oggi come ieri sono disponibile a incontrare chiunque voglia informarsi e prendere posizione, e potersi così sottrarre al giudizio storico che i futuri cittadini addebiteranno a chi acconsentirebbe alla realizzazione del depuratore a Canneto in presenza di una fattibile alternativa. *dell’ATI Lotti SpA con Studio FC&RR associati srl

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 05/06/2013

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