Sembra prospettarsi la realizzazione di una nuova fiction televisiva alle isole Eolie in memoria di Curzio Malaparte, «cane sciolto fascista» sgradito al regime perché capace di bacchettare i fascisti «ingrassati» dal potere come Italo Balbo. La serie è nata anche su iniziativa del Centro Studi eoliano, basata sull’omonimo libro di Pino La Greca: “Curzio Malaparte alle Isole Eolie, vita al confino, amori e opere”. Dall'ottobre 1934 al giugno 1935 lo scrittore toscano fu condotto prigioniero a Lipari in una casa affacciata sul porto di Marina Corta, lungo la salita San Giuseppe. Qui si dedicò soprattutto alla scrittura, all’amore per Flaminia e a Febo, un cane che lo scrittore salva dalla vita randagia e che poi lascerà l’isola con lui. Malaparte si paragona ad un toro imprigionato, tradito da Mussolini e dal partito in cui aveva militato. Eppure fu nella prigionia che sperimenta la vera libertà di pensiero e d’espressione, egli infatti scriveva: “M'è caro ormai l'esilio, mi son care ormai quest'alte rupi e queste rive gialle di zolfo e di ginestre”. Pino La Greca ha voluto raccogliere nel suo libro le opere che Malaparte scrisse durante la prigionia a Lipari, si tratta per lo più di poesie dedicate a l’isola, alla sua gente e al suo mare, in cui il poeta si immerge nell’atmosfera insulare, conquistato e vinto dalle sue suggestioni, nel ricordo del mito della classicità e dell’eroe omerico dell’Odissea, che su queste terre trovò conforto e aiuto.
di Melissa Prota
Data notizia: 3/31/2015
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