Miraggio ponte

Miraggio ponte Giuseppe Giarrizzo Messina- Per chi da anni si è sempre battuto contro l’eventualità di unire Scilla e Cariddi attraverso chilometri di cemento sospesi a mezz’aria tra le due sponde dello Stretto, la seduta straordinaria del civico consesso di lunedì 7 novembre ha rappresentato una prima importantissima vittoria. Tra gli scranni del consiglio comunale, e sotto gli occhi vigili di una nutrita platea di osservatori, il dibattito sulle fantomatiche opere compensative e sulla firma all’accordo di programma con la “Stretto di Messina Spa” si è trasformato in una sentenza di condanna a morte per la società che detiene la paternità del progetto dell’ecomostro. Uniche voci fuori dal coro quelle del presidente della Provincia Ricevuto, dell’assessore Scoglio e dei consiglieri Ticonosco e Trischitta, convinti che il ponte si farà e, con esso, anche le tanto sbandierate opere compensative. Ma la quasi totalità della sala ha invece espresso il suo diniego alzando, in alcuni casi di molto, i toni della discussione. È ciò che ha fatto il consigliere Melazzo, area Udc, invitando la cittadinanza messinese ad una vera e propria sollevazione popolare e al blocco dello Stretto e delle autostrade di Messina per protestare sulla questione ponte e sulla mancata assegnazione dei fondi per la ricostruzione di Giampilieri. Pareri negativi circa la costruzione del manufatto sono giunti, oltre che dal Consiglio, anche dai rappresentanti dei sindacati Uil e Cisl, pronti a fare un passo indietro e ad ammettere l’impossibilità, ad oggi, di stare dalla parte del “si”. Unici deputati presenti in aula l’on. Beninati e l’on. Francantonio Genovese. Chiara e netta la posizione del deputato PD che si è espresso per lo scioglimento della ”Stretto di Messina”: passo obbligato per porre fine a ciò che ormai si configura come «un sogno svanito nel nulla». E naturalmente la“Rete” del no al ponte esprime soddisfazione per quanto emerso dai lavori consiliari, consegnando ai media locali un comunicato stampa dal titolo “Noi abbiamo già vinto”. In esso i no pontisti fanno sapere che finalmente «tutte le denunce sul calo occupazionale (con la chiusura annunciata dell'Officina Grandi Riparazioni e la dismissione del settore della navigazione e delle ferrovie a causa del progetto Ponte), sullo sperpero di risorse pubbliche, sul clientelismo, sulle devastazioni ambientali, sulla svendita della città a Eurolink, in sostanza, sul miraggio di uno sviluppo basato sulla speculazione e la rendita che farà crescere i profitti del consorzio d’imprese, tranne quelli della città di Messina, oggi sono venuti tutti a galla in maniera chiara e precisa. Insomma, al progetto Ponte ormai sembra non credere più nessuno». Permane tuttavia il sentore di non aver archiviato la pratica e di dover vigilare sui possibili, probabili, colpi di coda della politica. «Rimane il rischio – si legge in coda al comunicato - della prosecuzione di un iter stanco e scalcagnato che consumi ancora risorse pubbliche, garantendo magari, infine, ad Eurolink di intascare la penale in caso di rescissione del contratto a cantieri aperti. Bisogna ancora vincere sul piano istituzionale, bisogna ancora completare l’opera e chiudere definitivamente la partita». Intanto il popolo del no al ponte studia già le prossime mosse, che potrebbero presto concretizzarsi in una grande mobilitazione, nella consapevolezza di dover condurre azioni che rechino in sé l’obiettivo della messa in sicurezza dei territori e del rilancio della città attraverso le infrastrutture di prossimità.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 11/8/2011

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