A fuoco il garage officina delle ditta Urso

A fuoco il garage officina delle ditta Urso Lipari- Il fuoco divora l'autorimessa della ditta Urso, situata nei pressi del distributore di benzina Esso, a due passi dal porto di Sottomonastero e confinante con un albergo e alcune abitazioni. L'incendio, secondo alcune indiscrezioni provocato da un guasto al quadro elettrico, ha letteralmente distrutto quattro autobus parcheggiati all'interno della struttura, due dei quali da Gran Turismo, rispettivamente con 55 posti a sedere e di recente acquisizione, tre autovetture e un motorino. Ma il bilancio potrebbe essere anche più pesante. I danni, ovviamente sono ingentissimi. Superano, sicuramente, il milione di euro. Nella sfortuna, però, ci sono anche i risvolti positivi. Poteva, infatti, andare peggio: nell'officina si trovavano anche due bombole di gas acetilene. Superfluo aggiungere cosa poteva verificarsi. Momenti di paura, insomma, nel primo pomeriggio di ieri a Lipari, in una zona ad alta densità di traffico, tra chi parte e chi arriva con i mezzi marittimi e chi percorre quella zona con ogni veicolo anche per la presenza del distributore di carburante. L'allarme scatta alle 14,00, alla vista delle prime colonne di fumo nero, dal vicino bar. Vengono subito chiamati i Vigili del fuoco, impegnati in quel momento nella messa in sicurezza di un solaio a Marina corta. I pompieri, in attesa dell'intervento, interpellano, Vigili Urbani e Carabinieri per la predisposizione di tutti gli accorgimenti necessari per la regolamentazione del traffico. Ma qualcosa non funziona nell'organizzazione generale degli interventi. Se ne accorgono anche i tantissimi curiosi che con lo scorrere dei minuti se ne stanno indisturbati tra l'ingresso del vicino cimitero e la limitrofa motofficina ad assistere ad un dramma che potrebbe pericolosamente coinvolgerli. Il tempo, frattanto scorre, e mentre le fiamme bruciano i veicoli e quant'altro si trovano davanti nell'autorimessa , il fumo diventa sempre più nero e sempre più denso, a tal punto che sospinto dal vento verso il mare copre il porto di Sottomonastero. L'aria diventa irrespirabile. In molti si tappano il naso con i fazzoletti e l'aliscafo della Siremar, proveniente da Milazzo, pieno di turisti, deve addirittura fermarsi nella rada. Il comandante, infatti, non può ormeggiare per scarsa visibilità. Intanto, mentre, la Sel sospende in zona l'erogazione di energia elettrica , arrivano i Vigili del fuoco ed iniziano tra non poche difficoltà le operazioni di spegnimento anche a causa dei mezzi a disposizione. Insufficienti. L'acqua finisce presto ed occorre un autobotte privata che arriva diversi minuti dopo. Ma non basta ugualmente, tant'è che grazie all'Eas e al locale coordinatore Riccardo Casamento si allaccia una manichetta al serbatoio del porto. Il tutto, incredibilmente, in uno stato di generale approssimazione. Con il traffico automobilistico che tarda ad essere bloccato e con la gente che va diventando sempre più numerosa. Dopo due ore di lavoro, e con un pompiere finito all'ospedale per le esalazioni, si arriva comunque alla fine di questa triste vicenda. Agli inquirenti, adesso, il compito di accertare le cause dell'accaduto.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 30/05/2007

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