L’opera dei pupi a Messina: la famiglia Gargano

L’opera dei pupi a Messina: la famiglia Gargano

 

Nell’era della tecnologia e della multimedialità, parlare di “Opera dei pupi” evoca immediatamente immagini d’altri tempi: spettacoli di piazza fra il vociare di piccoli e grandi, il rumore di armi e delle armature di Carlo Magno e dei suoi paladini, minuscoli teatrini polverosi e lavori antichi e affascinanti che appartengono al passato. Questo tesoro, di inestimabile valore, nel 2001 è stato inserito dall’Unesco tra “I Patrimoni orali e immateriali dell’Umanità” ed è oggi difeso a spada tratta (qui è proprio il caso di dirlo) da antiche famiglie siciliane, convinte che questi lavori non appartengono solo al passato. Tra le storiche famiglie di pupari, a Messina è sopravvissuta solo la famiglia Gargano, che  con le sue cinque generazioni consecutive è tra le più antiche esistenti e, oltre a una ricca collezione di pupi, possiede anche rari manoscritti di fine '800. Venerando Gargano, uomo di grande cultura, appassionato della letteratura cavalleresca, iniziò  nella prima metà dell’800 dapprima a costruire  i pupi, per poi mettere in scena degli spettacoli nella sua fabbrica di sedie. Il figlio Rosario cominciò giovanissimo a lavorare con il padre e a soli 18 anni scrisse la sagra del “Bellisario da Messana”, eroe messinese che difese la città dall’invasione dei Turchi grazie agli interventi della Madonna della Lettera.
La sagra crebbe con gli anni e oggi conta ben 99 storie. Nel 1920 don Rosario aprì un suo teatro a Messina, con un enorme successo che lo portò ad aprire teatri anche a Giarre, Acireale e Caltagirone. La bravura di uno dei suoi figli, Venerando, che prende il nome dal nonno, nominato Cavaliere dal re per i suoi meriti come puparo, fu tale che venne da alcuni studiosi definito come il più grande puparo del suo tempo: molte sono le leggende fiorite sul suo conto, come quella ad esempio che narra della sua voce che, durante uno spettacolo ,viene addirittura sentita sulle navi traghetto che transitavano sullo Stretto. Probabilmente è questo il momento di maggior successo dei Pupi a Messina. Il cav. Venerando si distinse anche per la sua geniale inventiva nell’introdurre elementi scenografici all’interno del teatro dei pupi e nel realizzare particolari personaggi come draghi a due teste, ibridi uomini-animali  ed effetti speciali; egli è inoltre il primo puparo ad approdare al Teatro antico di Taormina, aperto eccezionalmente ad uno spettacolo dell’Opera dei pupi. Nel 1964 l’”Arena Gargano” prende fuoco. È una tragedia: dei 140 pupi lì custoditi se ne salvarono a stento una quarantina, per non parlare delle numerose scene dipinte da famosi pittori come Vasta e dei tanti cantastorie e cartelloni. Il materiale salvato fu solo perché custodito gelosamente dal Cav. Venerando nella propria abitazione. Da quel momento non ci furono più teatri stabili dell’Opera dei Pupi a Messina. Oggi gli spettacoli continuano ad essere itineranti e  messi in scena nelle varie città d’Italia, accompagnati da  laboratori didattici, progetti scolastici e di diffusione turistica. Per non dimenticare le nostre tradizioni.


di Alessandra Leone
 



Data notizia: 16/04/2015

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Opera dei pupi - Messina - Gargano -



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