Roma Jazz Festival 2009

Roma Jazz Festival 2009 Ultime due settimane della trentatreesima edizione del Roma Jazz Festival, la rassegna jazzistica dell'autunno romano e una delle più quotate a livello internazionale. Il festival si svolge all'Auditorium e vanta esponenti di primissimo piano come Sonny Rollins, Diana Krall, Jamie Cullum, Brad Meldhau e Stefano Bollani. Quest'anno il sottotitolo è "Jazz labels" ("Etichette jazz"), perché il 2009 è anno di grandi ricorrenze discografiche: novanta anni dall'incisione del primo disco jazz in Italia, settanta dalla fondazione della Blue Note (etichetta fondamentale per la storia della musica afroamericana), cinquanta dall'uscita di "Kind of blue" (l'album pietra miliare di Miles Davis) e quaranta dalla nascita della casa discografica ECM. L'edizione 2009 ha quindi come filo conduttore il ruolo delle case discografiche, "majors" e non, nella storia del jazz. Funzione centrale, che ha contrassegnato l'evoluzione della musica popolare del '900. Se il jazz nasce musica popolare, non è solo per le sue origini "genetiche" (i canti degli schiavi neri, il primo blues, le orchestrine dixie del sud…), ma anche perché quella musica viene subito intercettata e rilanciata dal mondo della riproduzione fonografica, grande mezzo di comunicazione di massa che esplode nel primo '900, soprattutto in America. Il jazz non nasce con il fonografo, ma con il fonografo e con il disco si "iconizza" come fenomeno di massa. Una storia che comincia nel 1917 con il primo disco di jazz: "Tiger rag", eseguito dall' Original Dixieland Jazz Band, un quintetto di bianchi. Pochi anni e un'altra incisione, "West End blues", avrebbe consacrato la tromba di Louis Armstrong e quindi il blues e il jazz come la novità musicale del XX secolo. La riproducibilità della musica su disco ha reso possibile la quintessenza del jazz, l'improvvisazione che si fa subito modello. Potendo ascoltare i soli incisi da maestri e colleghi, i jazzisti hanno plasmato stili sonori diffusi poi su vasta scala. E' grazie all'incisione discografica che la sintassi jazzistica si è potuta evolvere a velocità “moderna”. Ed è sempre grazie ai solchi incisi che le basi della lingua jazzistica hanno potuto penetrare altri territori, generando universi ulteriori come il rock o introducendo linfe nuove nei rami della musica colta. "Roma Jazz Festival 2009" prova a ripercorrere questa storia duplice, approdando – con eventi e anteprime – all'attuale confronto tra i colossi dell'industria discografica e le etichette indipendenti. Fino al 30 novembre all’Auditorium.

, a cura di Daniela Bruzzone

Data notizia: 11/16/2009

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