Mercato unico e crisi prevedibile (2)

Segue Suona un pó di propaganda, ma andiamo avanti.... In questo bel rapporto di 118 pagine, che vi esorto a leggere, la parola "Mercato unico" compare per ben 472 volte. Si, le ho contate, e se proprio lo volete sapere ho contato anche quante volte compare la parola "cittadino".... Ebbene, 7 volte, e questo grazie soprattutto al paragrafo che si intitola "il cittadino nel mercato unico" ( manco a dirlo ) in cui la parola cittadino compare 4 volte..... In realtà ciò che tragicamente traspare ( e questo piccolo rapporto è solo un granellino nell'oceano ) è che la filosofia neo-liberista che si è andata affermando nelle nostre società "moderne" ha come fine ultimo la creazione di questo benedetto Mercato Unico, entità sovranazionale quasi metafisica... Bene, ma con il cittadino come la mettiamo? Ragazzi, ma che domande sono? Dovreste averlo intuito dai contenuti delle riforme ironicamente denominate "Salva Italia" che il nostro Premier ci sta propinando in questi giorni: Il cittadino capirà che deve sacrificarsi, come spesso ribadisce, per un bene superiore ( leggi,ehm, Unione Europea ). A me sembra che si stiano invertendo i ruoli. Il cittadino deve sacrificarsi per salvare il Mercato Unico? Più ci rifletto più non mi convince. Non dovrebbe essere il benessere dei cittadini al centro dei pensieri dei politici e degli stati? Eppure abbiamo già assistito ad applicazioni reali di tale principio, il salvataggio delle banche di Obama mentre milioni di famiglie perdevano casa e lavoro, per esempio. Ma non dobbiamo stupirci, d'altronde è il liberismo in sè che comporta questo, il solo fatto di concepire colossi finanziari grandi economicamente quanto 10-15 stati porta implicitamente con sè questo principio: primo, salvare il sistema. Stiamo parlando del fatto che tutti noi, piano piano, ci siamo convinti della "inevitabilità" di questo mondo globale, di questo mondo del web che oltrepassa i confini, e grazie a messaggi suggestivi di questo tipo ci siamo lasciati dolcemente abbandonare alle coccole del mercato globale, dell'europa unita,e abbiamo placidamente accettato il concetto di lasciar violentare le nostre costituzioni e le nostre identità nazionali in luogo di entità sovranazionali con una leggerezza ed un pressappochismo sconcertante. Entità sovranazionali. Forse non ci abbiamo mai riflettuto bene, ma questo significa, ne piú e ne meno, lasciar accadere che organismi molto grandi, a volte anche non eletti, possano decidere qualcosa che prevarichi l'autorità nazionale di uno stato. Siete sempre sicuri che il problema non sia ideologico? Cosí, dopo secoli di storia umana in cui si sono succedute tirannie, dittature, schiavismo, razzismo, dopo essere giunti faticosamente e sanguinosamente all'autodeterminazione di stati democratici, che hanno improntato il loro sviluppo su carte costituzionali che hanno sancito i diritti fondamentali dell'individuo, abbiamo ben pensato, indotti certo dalle storture presenti in ogni democrazia ( inevitabile trattandosi di un sistema applicato dall'uomo ), che fosse meglio far dipendere le politiche sociali da quelle economiche, soggiogati dall' idea folle che un mercato economicamente libero si sarebbe autoregolamentato meglio di una repubblica fondata sui diritti civili e sugli obblighi dello stato verso i suoi cittadini. Questo secondo me è successo perchè dopo solo pochi decenni di vera democrazia, i cittadini che l' hanno vissuta l' hanno troppo presto reputata una cosa scontata, dimenticandosi che la storia ci insegna che i poteri forti tendono invece sempre verso un'oligarchia, un dominio di pochi sulle masse che ha ben poco di democratico. I 400 cittadini piú ricchi degli stati uniti producono un reddito maggiore di 6 volte di quello nazionale della Turchia.... Vi stimola qualche riflessione??? Così qui giungiamo all'alternativa a questa ideologia liberista ormai imperante. La seconda ideologia, tutt'altro che nuova ma da sempre avversata dai potenti, è l'ideologia repubblicana, basata sulla democrazia, come avrete intuito. Le vere, moderne, democrazie sono nate, se vogliamo, in tempi recenti, e dando uno sguardo alle costituzioni di questi paesi democratici risulta evidente come gli stati ed i governi ( a sentire le costituzioni ) abbiamo giustificazione solo nella misura in cui agiscono per creare quelle condizioni ideali per il benessere dell'individuo, consentendogli di svilupparsi liberamente e di sviluppare liberamente la sua personale e legittima ricerca della felicità. Gli stati ed i governi devono occuparsi del cittadino. Per garantirgli una vita sempre migliore, ispirata da principi di uguaglianza, rispetto e tolleranza. Ma queste cose, in modi diversi, sono già scritte nelle costituzioni degli stati Europei ed in quella Americana, e si tratta di concetti di una bellezza unica. Se li state considerando ovvi vi vorrei far riflettere che durante il corso della storia ovvi non lo sono mai stati. Non riesco a credere che non riusciate ad accorgervene, non facciamoci prendere in giro: nessun Mercato Unico sarà mai più importante del benessere delle persone. La salute di uno stato non si misura dai suoi indici di borsa o dalle quotazioni dei btp triennali, ma da come esso assolve ai suoi compiti verso i cittadini, da come si preoccupa di istruzione, servizi, trasporti, dalla qualità della vita insomma. Mi dispiace per gli europeisti convinti ma non credo che siamo di fronte ad una semplice crisi ciclica, ma credo, ed in parte spero, che si tratti di una crisi sistemica, vale a dire qualcosa che vede le sue radici già nelle storture insite nel sistema, dalla quale non si puó uscire se non cambiando il sistema stesso, cambiando le regole. Siamo in 7 miliardi circa nel pianeta e solo il 15% beneficia del benessere di questa moderna globalizzazione, e c'è da scommettere che questa forbice non possa far altro che ampliarsi visti i presupposti che il nostro caro Mercato Unico porta con sé, dunque forse un leggero ritocco alle regole..... Francesco Finocchiaro

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 12/19/2011

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