"Aeroporto del Mela inutile e dannoso"

Gazzetta del Sud Andrea Italiano Milazzo C'è chi vuole l'aeroporto del Mela e chi no. E ritenendolo "inutile" invita alla riflessione sulla sua paventata realizzazione, in una zona già fin troppo martoriata da industrie, sovrabbondanti parchi commerciali ed inutili infrastrutture. Il referente del Wwf Sicilia aree ad alto rischio Giuseppe Falliti, richiama all'attenzione dei politici la situazione logistica ed ambientale della provincia, ed in particolare della Valle del Mela. L'aeroporto del resto sarebbe anche una soluzione controcorrente, se si tiene conto che a livello nazionale l'Enac ha in progetto di ridurre o specializzare gli aeroporti per realizzare così maggiori economie in scala. Il nucleo del problema è - ad avviso di Falliti - la gestione pubblica che mischia gli interessi politici con gli interessi delle società aeroportuali, con il risultato che il vero scopo della istituzione di nuovi aeroporti ed il mantenimento dei vecchi non è quello di razionalizzare, ma di privatizzare con finanziamenti pubblici. Una politica, ovviamente, che in Sicilia non serve per evitare sprechi, mentre ciò che occorre è invece una maggiore parsimonia e soprattutto l'uscita della politica dalla gestione diretta delle imprese. L'aeroporto del Mela - come sostiene il referente del Wwf - non può raggiungere l'eventuale "limite di profittabilità", ed il problema degli aiuti allo sviluppo che ne conseguirebbe sarebbe nefasto per l'economia siciliana, profilandosi utile soltanto per soddisfare la politica locale. Ma una delle argomentazioni fondamentali per dissuadere tutti dal progettare una siffatta infrastruttura, che aggraverebbe il già pesante bilancio di inquinamento atmosferico ed acustico, che acuirebbe il caotico traffico veicolare, che non consentirebbe ottimizzazioni, nè l'ulteriore sfruttamento delle risorse naturalistiche e turistiche della provincia di Messina, è la questione ambientale. L'aeroporto - aggiunge ancora Giuseppe Falliti - si profilerebbe solo come il solito intervento di cementificazione. Inoltre, prima di affrontare qualsivoglia ipotesi di nuove infrastrutture devono essere compiuti atti ormai indifferibili per risanare il comprensorio. Più logico e utile - conclude il referente - è puntare sulle autostrade del mare».

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 6/18/2010

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