Acqua, i disagi delle contrade meridionali

Acqua, i disagi delle contrade meridionali - OGGETTO: Lettera aperta sui disservizi, la scarsa trasparenza e gli ingiustificabili sovrapprezzi del rifornimento idrico nelle contrade meridionali dell’Isola di Lipari. Dal febbraio del 2007, la rimodulazione dell’appalto per la fornitura idrica delle contrade meridionali dell’isola di Lipari (Cappero, Capistello, San Salvatore) tramite autobotte ha portato il costo di un carico di 8 tonnellate da 31 a 25 euro. Solo pochi fortunati, però, hanno potuto apprendere tale variazione, poiché nessun avviso è mai stato affisso nell’ufficio competente, né il responsabile dello stesso ha ritenuto di avvertire in forma ufficiale gli abitanti della zona. Così, la maggior parte di loro, che si avvale necessariamente di questo servizio, ha continuato nei mesi successivi a pagare ripetutamente la vecchia cifra, come è facilmente verificabile dalla consultazione dei relativi registri presso l’Ufficio Servizi Idrici. Questa grave omissione mi spinge a estendere alcune riflessioni alla complessiva situazione delle forniture idriche nelle contrade suddette, che ormai ospitano un congruo numero di residenti e domiciliati. In primo luogo, il farraginoso sistema del pagamento del servizio, che prevede una fila presso l’ufficio postale, seguita dalla consegna a mano del bollettino all’ufficio competente: cosa impedisce l’attivazione di un sistema di pagamento diretto presso quest’ultimo, non costringendo l’utente a perdere il doppio del tempo effettivamente necessario? Poi, l’accessibilità e la trasparenza delle liste di attesa: si viene inseriti in un elenco che sfugge a qualsiasi eventuale verifica da parte degli utenti, come se si trattasse di un protocollo segreto al quale accedono indisturbati solamente pochi iniziati. Perché non si espone al pubblico la lista delle prenotazioni, consentendo agli utenti di conoscere la propria posizione nella stessa e di potere prevedere quando il servizio sarà effettivamente erogato, così da conciliare l’attesa dell’autobotte con i propri impegni personali e/o professionali e, al contempo, scoraggiare qualsiasi eventuale irregolarità nel rispetto dell’ordine di prenotazione del servizio? Un altro aspetto profondamente penalizzante è il costo di questo servizio. Venticinque euro per otto tonnellate d’acqua equivalgono a 3,12 euro per tonnellata. Il costo di una tonnellata d’acqua nel resto dell’isola di Lipari è pari a 1,08 euro. Non si comprende perché, dato che il Comune ha percepito a suo tempo gli oneri di urbanizzazione relativi alle abitazioni esistenti, non si faccia carico della differenza dovuta al costo del trasporto, e ciò a maggior ragione sapendo che da anni esiste un progetto per la messa in funzione della rete idrica nella zona (addirittura con la previsione di fornire acqua alla vicina isola di Vulcano, tramite una condotta sottomarina); non era possibile considerare la mancanza di un allacciamento idrico alla stregua delle tante “emergenze” eoliane che hanno giustificato cinque anni di Commissariamento per l’Emergenza? Non vi sembra una reale emergenza che una parte degli abitanti dell’isola, ancora nel 2008, debba avvalersi sistematicamente di un’autobotte per rifornire le proprie cisterne? Infine, richiamandomi alla questione sollevata all’inizio, mi chiedo come il Comune intenderà risarcire chi ha pagato – ignaro – ben 6 euro in più a carico durante l’ultimo anno, non avendo mai notizia della riduzione del costo del servizio. Dalla consultazione dei registri dell’Ufficio Servizi Idrici è facilmente ricostruibile la situazione relativa ai singoli utenti, poiché una copia del bollettino di pagamento viene conservata presso questa sede. La cifra indebitamente incassata dal Comune di Lipari per ogni bollettino “erroneo” corrisponde a 1/5 del costo dell’attuale servizio: il Comune intende rifonderla con viaggi gratuiti? Scomputarla dal pagamento dei successivi viaggi? O, come credo, non intenderà affrontare affatto la questione, imputabile esclusivamente alla cattiva gestione di un servizio “aperto”, per così dire, al pubblico? Ieri, 22 marzo, ricorreva la “Giornata Mondiale del Diritto all’Acqua”; può sembrare impensabile che tale data, istituita per richiamare l’attenzione collettiva su un problema globale di estrema gravità, possa avere anche una minima attinenza con la realtà quotidiana di una società avanzata e moderna come la nostra. Eppure, anche in quest’isola e ancora oggi, per alcuni abitanti vantare il diritto all’acqua è qualcosa di puramente aleatorio, poiché accedere allo stesso equivale a sottostare a procedure complesse e dispendiose, disinformazione, scarsa trasparenza, costi ingiustificabili e intollerabili “distrazioni”, che si trasformano in una truffa ai danni del cittadino- . Pietro Lo Cascio consigliere comunale La Sinistra L’Arcobaleno

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 25/03/2008

Condividi questo articolo

 


Potrebbero interessarti...



Vetrina immobiliare

Casa Monte Rosa Lipari
Appartamento bilocale panoramico Appartamento bilocale panoramico
190.000
Vendesi villa Annunziata Lipari Vendesi villa Annunziata Lipari
600.000
Casa indipendente Portinente Lipari Casa indipendente Portinente Lipari
530.000
Appartamento vista mare Acquacalda Lipari Appartamento vista mare Acquacalda Lipari
250.000

Notizie e interviste dalla Capitale

dalla nostra Daniela Bruzzone

Le ricette

Giggi al vino cotto

Dalle nostre ricette ingredienti per 4 persone... scoprile!

Eolie Islands

Instagram #liparibiz