L'emigrazione eoliana trattata a Catania

L'emigrazione eoliana trattata a Catania Michele Merenda SALINA – La Biblioteca comunale di Malfa apre una nuova strada verso importanti scambi interdisciplinari con realtà sociali attive anche al di fuori dell’isola di Salina. Antonio Brundu, bibliotecario ed addetto culturale del già citato centro salinese, ha infatti dato il suo contributo al seminario di studi che si è tenuto ad inizio settimana all’auditorium “Giancarlo De Carlo” della facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, dentro quello che era un antico e suggestivo monastero benedettino. L’incontro, che aveva come tema: “Problematiche storiche, sociali, economiche e normative in ambito migratorio”, ha messo in luce tutti i vari aspetti che riguardano da sempre il fenomeno dell’emigrazione, da quelli storici a quelli prettamente legali. Brundu, essendo stato ben sette volte nel continente australiano (la prima nel 1990, l’ultima nel 2008), ha portato avanti un’approfondita disamina sui culti devozionali della religiosità eoliana in Australia. Partendo da quel fondamentale 1845, anno in cui una nave proveniente dalle Eolie e guidata dal comandante Re approdava a Perth, lo specialista della storia recente dell’arcipelago ha spiegato di come sia stato importante il forte attaccamento alle proprie tradizioni, soprattutto religiose. Un senso di appartenenza che è andato avanti nel corso dell’ultimo secolo fino ad arrivare ai giorni nostri, dove ancora i culti devozionali vengono perpetuati col medesimo ardore. Brundu è stato autore di una convincente sintesi, in cui si sono erette come protagoniste le confraternite, seguendo i modelli che si erano lasciati alle Eolie, e le società di mutuo soccorso (nel 1903 a Sydney e nel 1925 a Melbourne), secondo l’esempio di alcuni decenni prima negli Stati Uniti. L’evento, organizzato dall’università catanese in collaborazione con l’Assessorato Regionale Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro e con l’Associazione interculturale “Mediatori Culturali Sicilia”, ha visto come relatore il prof. Aldo Palmeri dell’Università di Messina. Erano presenti, tra gli altri, i docenti Iole Di Simone, Liana Maria Daher, Rosalba Perrotta e Silvana Raffaele, il dott. Edmondo Palmeri e due importanti figure nell’ambito della lotta per il riconoscimento dei diritti degli immigrati: la venezuelana Saurina Gomez, mediatrice culturale e presidente dell’ A.S.I.F.I. (Associazione per lo Sviluppo dell’Imprenditoria Femminile Immigrata), e Sanaz Alihahi Ghomi, di origine afghana ma italiana a tutti gli effetti, presidente dell’associazione culturale “La seconda generazione Catania”. (nella foto, da sinistra: Iole Di Simone, Aldo Palmeri ed Antonio Brundu)

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 01/12/2011

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