"La discarica di Mazzarrà è utilizzabile"

"La discarica di Mazzarrà è utilizzabile" Gazzetta del Sud Giovanni Petrungaro MILAZZO- «Non sussistono i presupposti legittimanti il conferimento presso discariche fuori provincia, ancorché autorizzato, dei rifiuti non pericolosi prodotti nei territori comunali di codesti Ato». È quanto emerge in una relazione redatta dal dirigente dell'8° dipartimento ambiente della Provincia di Messina, dottoressa Carolina Musumeci, che assieme a funzionari dell'ufficio ha effettuato un sopralluogo nella discarica di Mazzarrà, prendendo atto in buona sostanza che è possibile lo smaltimento. Ecco quanto scrive il dirigente della Provincia in una relazione che è all'attenzione dei quattro Ato della provincia di Messina (Barcellona, Sant'Agata di Militello, Messina e Lipari), dell'assessorato regionale al Territorio ed Ambiente, dell'Agenzia regionale per i rifiuti, e le acque, del presidente di Tirreno Ambiente, ma anche delle Procure di Messina, Barcellona, Patti e Mistretta: «Si rende noto a codeste società d'ambito che, questo ufficio in data 9 gennaio 2009 ha espletato un sopralluogo, ai sensi dell'art. 197 del D. Lgs nr. 152/06, presso la discarica di rifiuti non pericolosi sita in contrada Zuppà del Comune di Mazzarrà S. Andrea, accertando tra l'altro che la stessa non risultava chiusa. Si evidenzia altresì che, ad oggi, non sono pervenute a questo Ufficio relazioni tecniche e/o verbali di sopralluogo espletati presso la discarica di che trattasi da parte degli uffici competenti (comuni di Mazzarrà S. Andrea e Terme Vigliatore, Genio Civile, Protezione civile), attestanti l'inaccessibilità al suddetto impianto di smaltimento per l'impraticabilità della strada di accesso. Per quanto sopra, questo ufficio ritiene che non sussistono i presupposti legittimanti il conferimento presso discariche fuori provincia, ancorché autorizzato, dei rifiuti non pericolosi prodotti nei territori comunali di codesti Ato che comporta consistente aggravio di costi a carico della tariffa corrisposta dai cittadini». Un sopralluogo che arriva come un fulmine a ciel tutt'altro che sereno e che rimette in discussione quanto si va dicendo dall'11 dicembre, tra interventi immediati o rinviabili relativi alla viabilità attuale e pregressa, compreso le risultanze della conferenza di servizio sulla quale si riferisce a fianco. Un intervento che è all'attenzione dei primi cittadini, raggiunti peraltro ieri da una sorta di aut aut da parte dell'Ato Me2: o sottoscrivono la convenzione con la Oikos spa, la società che gestisce la discarica di Motta S. Anastasia e dove attualmente avviene in conferimento, o chiuderanno il rapporto con la stessa società d'ambito e dunque non potranno più operare lo smaltimento dei rifiuti. La richiesta di sottoscrivere la convenzione, in pratica una sorta di avallo agli impegni dell'Ato nei confronti del gestore della discarica mette in Comuni a rischio dissesto. Qualora infatti l'Ato non fosse nelle condizioni di pagare, automaticamente subentrerebbero le Amministrazioni locali. E, in particolare nella convenzione si prevede espressamente che i "sindaci e i legali rappresentanti assumono l'obbligo di intervenire con fondi propri in caso di mancato pagamento del corrispettivo da parte dell'Ato e a tal fine a semplice richiesta della società Oikos (il gestore della discarica), i Comuni entro 30 giorni, dovranno corrispondere direttamente al gestore l'importo non corrisposto nei termini dall'Ato Me 2". Ed ancora "è facoltà dell'Oikos sospendere l'erogazione del servizio in caso di mancato pagamento protrattosi oltre i 60 giorni dalla ricezione del preavviso di fattura da parte dell'Ato Me 2 e/o dei Comuni". In buona sostanza i gestori della discarica puntano a "blindarsi" il servizio, pretendendo il massimo delle garanzie, ma è questo rapporto Ato-Comuni la grande anomalia. Infatti l'avallo costituisce un impegno in prima persona dell'Ente locale. A questo punto quale è il ruolo dell'Ato? La convenzione – da firmare entro 48 ore – secondo l'ultima comunicazione inviata dal presidente Paratore a tutti i sindaci prevede 21 articoli. I primi riguardano nella fattispecie le modalità di conferimento, il tipo di rifiuti, gli orari, mentre l'art. 11 fissa i costi per lo smaltimento. E anche qui si registra una novità. Sino al 31 dicembre la tariffa era di 67,44 euro a tonnellata, oltre ecotassa ed Iva. A partire dallo scorso 1 gennaio, a seguito di un Decreto del direttore di settore dell'agenzia dei rifiuti, datato 22 dicembre, si passa a euro 72,57 a tonnellate oltre "oneri di mitigazione ambientale variabili in funzione della tipologia di rifiuti conferito, ecotassa e iva". L'articolo "decisivo" per i Comuni è invece il 13 che chiama in causa tutti i sindaci (da Brolo a Villafranca) invitandoli a sottoscrivere la convenzione per "assumere l'obbligo di intervenire in caso di mancato pagamento dell'Ato 2". Convenzione che il Consiglio di amministrazione ha approvato il 12 gennaio. Ma adesso l'esito del sopralluogo della Provincia potrebbe rimettere tutto in discussione.

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 1/15/2009

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