Quando l'insegnamento diventa una missione

Salina- I disagi degli studenti affamati, di recente, sulla Pietro Novelli ? Nulla, in confronto a quelli sopportati dagli insegnanti pendolari. In molti casi genitori, che ogni mattina partono da casa alle 5,30 per prendere il primo mezzo marittimo disponibile da Milazzo, non avendo, in condizioni meteomarine avverse, la certezza di tornare o , se va bene, rientrando a tarda sera nella città mamertina. Questo quanto ha ricordato, proprio un gruppo di dieci insegnanti, quasi dei missionari dopo le disavventure di questo inverno, in servizio presso l’Istituto Comprensivo Isole di Salina. “ Lo scorso 12 febbraio a bordo della nave “Pietro Novelli” – hanno scritto in una lettera firmata- c’eravamo anche noi. Lo svolgersi della vicenda è abbastanza noto a tutti: la nave, nonostante vari tentativi, non è riuscita ad attraccare ed ha proseguito alla volta di Filicudi e Alicudi. Anche noi, passata da un po’ l’ora di pranzo (e considerato che eravamo partiti da casa alle 5:30) abbiamo chiesto al bar della nave se era possibile avere qualcosa da mangiare: Abbiamo ricevuto come risposta dei sorrisi derisori e qualche pacchetto di patatine acquistato a prezzi indefinibili. Purtroppo ignoravamo che tra i passeggeri ci fosse anche un assessore del Comune di Santa Marina così pronto e disponibile verso quegli “studenti” che davanti “casa loro” avevano più volte gridato a gran voce di voler tornare a Lipari per avere l’opportunità di trascorrere un’altra “notte brava”! Arrivati ad Alicudi quindi- scrivono ancora gli insegnanti- per gli isolani bloccati sulla nave è giunto il tanto desiderato ristoro senza una benché minima considerazione per gli insegnanti destinati ad un viaggio inammissibile conclusosi alle 20:30 con l’arrivo della nave in una Milazzo imbiancata. Nessuno dell’equipaggio, nessun amministratore comunale, nessuno tra gli studenti, durante le nostre 13 ore di viaggio ininterrotto, osservano gli scriventi- si è interessato alla nostra condizione, ai nostri problemi o difficoltà. Ma d’altronde- si chiedono- chi siamo noi ? Solo alcuni dei tanti laureati che da svariati anni affrontano i disagi di una vita da precari solo perché credono nell’importanza della scuola e soprattutto nell’immenso valore dell’istruzione. Caro Ministro e cari quanti sono pronti a bistrattare e criticare con troppa leggerezza la categoria degli insegnanti, additati troppo spesso come “fannulloni in cerca di uno stipendio fisso”- evidenziano i docenti in servizio a Salina- l’indomani mattina alle ore 6:30 eravamo tutti all’imbarco degli aliscafi, pronti a tornare in servizio: nessuna richiesta di permesso, nessun giorno di malattia, solo il desiderio di tornare a “docere”.

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 2/25/2009

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