Immigrazione e memoria corta

Riceviamo dal sign. Gianluca Pini e pubblichiamo: "Esiste un contagio del male: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto si irradia, si trapianta intorno a sé, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione al campo avverso." (Primo Levi) "Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché é voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Sembra il giudizio espresso da molti italiani circa gli immigrati in una democrazia erosa sempre più dagli incitamenti di odio e disprezzo sbandierati dai leghisti e da chi rimpiange il fascismo. Derisi, denigrati e discriminati per appartenere ad una fede religiosa non di origini cristiane, per avere un diverso colore della pelle, per essere legati addirittura ad una cucina strana, per essere ai margini della società. In realtà il suddetto testo è stato semplicemente estrapolato da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione degli Stati Uniti d'America. Gli immigranti in questione erano i nostri avi. Correva il mese di ottobre di un lontano 1912 quando ad emigrare a milioni per il mondo in cerca di fortuna e di sopravvivenza erano proprio gli italiani. Garantire accoglienza ed ospitalità ai rifugiati non comporta minimamente mettere al repentaglio la sicurezza dei cittadini. La Convenzione di Ginevra (all'art. 1) stabilisce che non possono vantare alcun diritto di asilo le persone nei cui confronti "vi sia serio motivo di sospettare che: a) hanno commesso un crimine contro la pace, un crimine di guerra o un crimine contro l'umanità, nel senso degli strumenti internazionali contenenti disposizioni relative a siffatti crimini; b) hanno commesso un crimine grave di diritto comune fuori dei paese ospitante prima di essere ammesse come rifugiati; c) si sono rese colpevoli di atti contrari agli scopi e ai principi delle Nazioni Unite". Chi sostiene che respingere i barconi degli immigrati serva a garantire la sicurezza nazionale sostiene semplicemente una "sciocchezza". Perché gli Italiani sono così indulgenti nei confronti di una politica sull'immigrazione che non fa onore alla nostra storia di immigrati e tradizione di popolo ospitale? Credo soprattutto per la crescente cultura della "paura" e della "diffidenza" che una certa destra populista ha gioco facile a cavalcare, specie in campagna elettorale e senza una opposizione veramente di sinistra. L'unica via percorribile resta l'integrazione sociale ed economica, porre fine alla guerra fra "poveri" che la destra cerca di fomentare e far pagare la crisi al mondo della finanza che l'ha causata, non ai più deboli ! Gianluca Pini

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 5/25/2009

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