Giovanna Russo era stata alle Eolie

corriere.it MESSINA — Appena cinque giorni fa i medici della rianimazione dell'ospedale Papardo di Messina si erano dichiarati più ottimisti del solito facendo intravedere una via d'uscita per domare la brutta infezione che le impediva di respirare autonomamente. A dare nuove speranze l'uso di un farmaco sperimentale con «proteina C attivata» che attualmente è considerato il più potente antinfiammatorio in circolazione e che qui definiscono lo «spazzino degli alveoli». Col consenso dei familiari era stata tentata anche quest'ultima carta per salvare Giovanna Russo, la donna di 46 anni colpita da influenza A e morta ieri dopo un calvario di 20 giorni. Ora ci si interroga se ad ucciderla sia stato il virus H1N1 o se la malattia si sia innestata su una precedente broncopolmonite. La procura di Messina ha aperto un'inchiesta. Ieri sera la direzione sanitaria del Papardo ha spiegato che la donna «era giunta in ospedale con grave quadro di insufficienza respiratoria per estesi addensamenti polmonari bilaterali», ma la sorella (che tra l'altro è medico) qualche giorno fa aveva tenuto a precisare che era in perfette condizioni di salute almeno fino a qualche giorno prima del ricovero. «È stata una bruttissima vicenda — ha spiegato alla Gazzetta del Sud — del tutto inaspettata dato lo stato di salute ottimale di mia sorella. Non ci aspettavamo che potesse essere questa la diagnosi anche se da medico avevo intuito che c'era qualcosa legata a un'infezione di tipo virale». Mistero anche sul modo in cui possa aver contratto il virus H1N1. Giovanna Russo, sposata e madre di due figli, era avvocato e lavorava presso l'Anam, l'azienda che gestisce l'acquedotto cittadino. Di recente non era stata all'estero. «Non abbiamo avuto contatti con persone che siano state all'estero — spiega la sorella —, lei quest'estate non è andata all'estero ma è stata alle isole Eolie. Solo dei nostri parenti a luglio sono stati in Inghilterra, ma sono tornati senza accusare alcun problema». Questi gli elementi a disposizione per valutare il secondo decesso in Italia a causa dell'influenza A. All'ospedale Papardo prevale la cautela anche per evitare che scoppi il panico come a Napoli. Il primario della Rianimazione, Tanino Sutera, che in questi giorni ha avuto in cura la donna, si è limitato a dire che «è deceduta per un peggioramento della respirazione». Mentre la direzione sanitaria ha richiamato in servizio tutti i medici che l'hanno avuta in cura per avere «una dettagliata relazione» e in serata ha diffuso il comunicato in cui, tra l'altro, si conferma che il primo tampone inviato al centro di riferimento di Palermo aveva accertato il contagio da virus H1N1 e che «un secondo tampone di controllo inviato il 9 settembre risulterà negativo». Anche l'assessorato regionale alla Sanità, d'intesa col ministero della Salute, hanno subito avviato un'ispezione per «accertare le cause della morte e la congruità e correttezza delle modalità terapeutiche seguite». Il primo allarme sulle condizioni di salute di Giovanna Russo (entrata in ospedale il 30 agosto) era scattato l'8 settembre scorso, quando, a seguito dell'aggravarsi del quadro clinico, la donna era stata posta in coma farmacologico e trasferita in Rianimazione. «Nulla di allarmante — avevano detto i medici — è un modo per farla ventilare meglio». Tra alti e bassi la situazione era rimasta sostanzialmente immutata fino al 14 settembre, quando era stato deciso di somministrare il farmaco sperimentale che apparentemente aveva prodotto dei miglioramenti ma che potrebbe anche aver creato dei guasti maggiori. Ieri improvvisamente la situazione è precipitata e alle 16.20 la donna «è deceduta — dice la nota ufficiale — per un gravissimo peggioramento delle condizioni cliniche che ha determinato un crollo emodinamico e respiratorio, con conseguente arresto cardiaco irreversibile». Alfio Sciacca

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 9/20/2009

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