Sotto osservazione i vulcani delle Eolie

Sotto osservazione i vulcani delle Eolie Gazzetta del Sud Gianluca Giuffrè Stromboli Dopo l'esplosione vulcanica di domenica, sembra essere tornata tranquilla la situazione sullo Stromboli. Secondo gli studiosi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di Catania, ultimamente vi sono stati diversi movimenti nell'area delle Isole Eolie. Movimenti che hanno riguardato, oltre a Stromboli e Panarea, anche l'isola di Vulcano. A partire dagli ultimi giorni del mese di settembre 2009 è stato registrato, dagli strumenti dell'Ingv, un aumento nel numero delle micro-scosse caratteristiche dell'area del Gran Cratere di Vulcano, legate alla dinamica dei fluidi che interessano i condotti di alimentazione del campo fumarolico del cono di Vulcano. Dopo il picco massimo di accadimento, osservato nella giornata del 25 ottobre scorso, si sta registrando un graduale rientro del fenomeno ai parametri di sempre. Le misure di deformazione del suolo non rilevano alcuna variazione. Fasi di incremento temporaneo dell'attività microsismica a Vulcano, come quella recentemente verificatasi e attualmente in fase di decremento, sono state registrate anche nel recente passato, -osservano gli esperti -, senza comportare sostanziali modifiche nell'attività vulcanica. Tornando al vulcano Stromboli, a spiegare nei dettagli quanto avvenuto domenica e la vulcanologa Sonia Calvari, dell'Invg di Catania. «La nostra rete sismica ha registrato una esplosione maggiore che ha interessato l'area craterica, ed in concomitanza è stato rilevato un aumento del tremore,che è perdurato per oltre 15 minuti. Il personale Ingv presente sull'isola –spiega la Calvari- ha avvertito un forte boato, seguito da una nube di cenere che si è alzata dall'area sommitale. Le immagini delle telecamere di monitoraggio hanno mostrato che l'esplosione ha prodotto una nube alta oltre 350 m sopra la terrazza craterica che si è espansa rapidamente verso sud-est». «Le immagini termiche registrate dalla telecamera ubicata sul fianco orientale della Sciara del Fuoco hanno mostrato-continua la vulcanologa- la nube eruttiva composta principalmente da materiale juvenile caldo che ha prodotto anche un deposito caldo sul fianco orientale del cratere sommitale. L'esplosione ha frammentato il fianco orientale del conetto ed è stata seguita da una attività esplosiva pressoché continua ma di intensità medio-bassa dalla bocca posta dentro il cono di scorie nel settore sud-occidentale della depressione craterica. Questa attività è stata poi seguita-conclude la studiosa- dall'emissione di una colata dal settore centrale della terrazza craterica. Il flusso lavico si è espanso rapidamente verso nord-est accumulandosi nella porzione centrale del fondo craterico, e nel giro di pochi minuti ha raggiunto la lunghezza stimata di circa 60 metri».

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 11/10/2009

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