Il "diritto" al pane quotidiano negato

Il "diritto" al pane quotidiano negato LIpari- Interrogazione di Pietro Lo Cascio al Sindaco Mariano Bruno Oggetto: la Direzione della Società Siremar abolisce il diritto al pane quotidiano per gli abitanti di Alicudi e Filicudi. Gentile Signor Sindaco, tra le ormai giornaliere vessazioni che la direzione della società Sicilia Regionale Marittima S.p.A. – Siremar esercita nei confronti dei cittadini eoliani, si annovera una recentissima circolare dove viene ribadito, cito testualmente, “che gli aliscafi sono mezzi adibiti al solo trasporto passeggeri, sui quali, in linea di principio, non è consentito l’imbarco di merce; tenuto conto della particolarità dei servizi e delle necessità isolane, i Comandanti potranno accettarne limitati quantitativi (ad es. giornali), purché regolarmente accompagnati da titolo di viaggio (piccolo collo) … anche avuto riguardo alla necessità del rispetto della relativa normativa di trasporto e di quella HCCP, resta sempre e comunque assolutamente vietato l’imbarco sugli aliscafi di pacchi contenenti generi alimentari di qualsiasi tipo”. E meno male che tengono conto delle “necessità isolane”. Pur comprendendo la necessità di attenersi alle normative HCCP, di fatto la direzione della Siremar con questa circolare abolisce il diritto al pane quotidiano per gli abitanti di Alicudi e di Filicudi. In queste isole non esistono panifici (di conseguenza, l’unico pane fresco arriva giornalmente via aliscafo) e, soprattutto, i mezzi di altre compagnie private non fanno scalo durante la lunga stagione invernale. Le conseguenze di questa circolare non si riflettono esclusivamente su tale genere di prima necessità e sui cittadini di tali isole del nostro comune, ma nel caso specifico queste assumono una rilevanza veramente grave. Si tratta della più becera dimostrazione di manifesta insensibilità ad oggi compiuta proprio verso quelle “necessità isolane” che pure la circolare evoca, un atto di aperta ostilità nei confronti del diritto a condurre un’esistenza normale su isole che appartengono ancora territorio dello stato, a dispetto delle miglia che le separano dalla terraferma; un atto mascherato da imparziale applicazione di regole ineluttabili, tuttavia non dissimili da quelle che la medesima compagnia, pur godendo ancora di sovvenzioni pubbliche (per quanto vergognosamente decimate per fare spazio ai privati), viola tutte le volte – e sono molte – nelle quali lascia le stesse isole senza i collegamenti marittimi minimi ed essenziali, anche quando le condizioni meteo locali consentirebbero di effettuare operazioni. Sarebbero regole anche i piani numerici dei mezzi previsti, ampiamente disattesi (si veda la recente fuga della Pietro Novelli, o il mumero di aliscafi inservizio effettivo sulle nostre linee), o la stessa funzionalità dei mezzi utilizzati, ma su queste la circolare non si esprime e la direzione della Siremar sembra disposta a chiudere un occhio. Ritenendo la situazione sopra descritta di una gravità intollerabile, La interrogo per conoscere 1) quali interventi intende effettuare presso la direzione della Siremar affinché contempli la possibilità di deroghe per determinati generi e determinate destinazioni, rettificando il contenuto della propria circolare; 2) se, e in quale modo, il Comune di Lipari prevede di affrontare il problema delle dotazioni essenziali per garantire la conformità dei trasporti con la normativa HCCP, considerando che dagli stessi dipende in maniera significativa la qualità della vita e al stessa sussistenza nelle isole periferiche 3) se, e in quale modo, il Comune di Lipari prevede di intervenire per attenuare i danni e le penalizzazioni che derivano da una rigida applicazione della stessa, dato che il problema – sotto il profilo formale – potrebbe investire anche i trasporti effettuati dai vettori privati in altre isole; 4) quali misure intende adottare urgentemente affinchè Alicudi e Filicudi possano continuare ad approvvigionarsi quotidianamente di pane e di generi di fondamentale e civile necessità; a quanto sopra aggiungo una breve, personale considerazione sul fatto che il diritto al pane quotidiano non dovrebbe essere trattato alla stregua di una deroga gentilmente concessa dai vertici di una società notoriamente fallimentare, ma rappresenti la dimostrazione di come alcune regole risultino assolutamente inadeguate alla realtà isolana, al pari della concertazione – se mai è avvenuta – che le ha precedute. RingraziandoLa per la cortese risposta scritta che vorrà inviarmi nei termini previsti e per il tempestivo e risolutivo intervento che, quale massimo rappresentante della nostra comunità, certamente Le spetta fare, porgo distinti saluti. Pietro Lo Cascio, consigliere comunale di Sinistra e Libertà

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 2/25/2010

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