Una Commissione d'inchiesta sui parchi italiani 2

(segue) Allora quando leggemmo queste parole restammo sbigottiti. Pensammo che nemmeno Girolamo Maria Francesco Matteo Savonarola, nella famosa predica pronunciata dal pulpito del Duomo di Firenze il 9 settembre 1494, che con tono ammonitorio disse “ ecco io riverserò le acque del diluvio sopra la terra” osò tanto, rispetto alla perentorietà delle cose dette nella proposta di legge. Ma come succede sovente in Italia, le parole furono separate dai fatti, e restarono tali. Cioè niente più niente è uguale a niente. Forse potrebbe provare (ma è ironia allo stato puro) la “Nuova Costituente Ecologista” che dopo aver oscurato il “Sole che ride” (ed è un bene perché non ha mai sorriso) dovrebbe far proprio il videomessaggio di Cohn-Bendit che ha ammonito : “E’ tempo di cambiare, dovete cambiare, non si può fare ecologia politica in Italia come si è fatta negli ultimi anni….dopo la crisi economica, la crisi finanziaria, la crisi del riscaldamento globale….siamo deboli, è il momento di ripensare il modo di fare politica”. E’ vero, aggiungiamo noi, loro gli ambientalisti Francesi hanno cambiato e sono diventati il secondo partito di quella Nazione. Non hanno detto una parola contro la caccia, hanno difeso le tradizioni e i prodotti locali, ed hanno favorito la “Grenelle”, cioè lo storico accordo fra agricoltori, cacciatori ed ambientalisti del paese d’oltralpe. Partecipano alla gestione venatoria che si pratica all’interno di una porzione del territorio nel Parco di Cevenne (Parc National des Cèvennes) che ha il centro strategico nel Comune di Florac. Da noi gli ambientalisti nostrani, che siedono nei vari Consigli di Amministrazione degli Enti Parco, hanno invece solo tuonato e tuonano (a salve) contro la caccia ed i cacciatori. Perchè non si domandano, che questo modo di fare potrebbe essere uno dei motivi principali, fra i tanti, per la quale sono scomparsi dal Parlamento Italiano ? Forse potrebbe provare “Il nuovo Ulivo” ( l’ironia in questo caso vale doppio) che si è affrettato ha dare il “salvacondotto” ai “nuovi verdi”. Oppure le due anime dell’IDV, una contro la caccia in Veneto, ed un’altra vicina ai cacciatori in Umbria. E perché non potrebbe provare il Ministro della “Semplificazione” Calderoli, che in un primo momento aveva previsto all’interno del Nuovo Codice delle Autonomie locali, ora all’esame della Conferenza Stato Regioni, l’abolizione degli Enti Parco, e che poi si è ricreduto come S. Paolo sulla via di Damasco, resuscitando quello che aveva abolito? (L’ironia vale il triplo). Le Provincie costano 10 miliardi di euro l’anno ed alcune forse politiche avevano programmato all’inizio della legislatura di abolirle (a parole però), ridistribuendo le funzioni fra i Comuni (abolendo i più piccoli), le aree metropolitane e le Regioni. Poi una forza politica che ha un nome e cognome, nella quale milita il Ministro Calderoli (non abbiamo nulla di personale contro di lui anche perché tutto sommato ci è anche simpatico) ci ripensa. Per carità di Dio le Province non si toccano. ( perché il potere logora chi non ce l’ha !). Allora se le Province seguitano a vivere diamo loro la gestione dei Parchi, risparmiando sui costi, sulle indennità, e sui vari ammennicoli che gli Enti di gestione si portano dietro. Poi si dice per risparmiare introduciamo il federalismo fiscale. Ma perché dove si può già economizzare non si economizza? C’è stata poi una simulazione di “fuoco amico” in questi ultimi mesi sul tema che trattiamo. Il Ministro Prestigiacomo il 10 luglio 2010 (Corsera pag.19) è stata perentoria “……Per questo il mio appello è per un nuovo provvedimento che possa reintegrare le risorse per i Parchi. Altrimenti davvero sarò costretta a chiuderne una metà”. “Fuoco amico chiama Fuoco amico” ed eccola pronta la dichiarazione del responsabile Biodiversità e politiche faunistiche del PD : “Il Ministro vuol fare una cosa utile per la biodiversità e per lo sviluppo di qualità del nostro paese? Ripristini il finanziamento dimezzato ai Parchi, luogo di eccellenza, come dimostrano i risultati, per promuovere la biodiversità”. Ci permettiamo di fare una domanda. Ma cosa ne pensa il Sindaco della città di Napoli che appartiene al suo stesso partito, riguardo al fatto che un nuova discarica che doveva essere collocata a Terzigno, verrà costruita all’interno del Parco del Vesuvio? Chi dovrebbe provvedere insomma ? Forse i Parlamentari che rispondono ai partiti e non ai cittadini a causa della legge elettorale in vigore definita “Porcellum” dal suo stesso ispiratore? Allora è proprio che i veri problemi del paese sono lontani dalle aule parlamentari. O forse ci siamo sbagliati? Non emerge forse la stessa cosa leggendo i dati dall’Osservatorio di Renato Mannheimer di Domenica 3 ottobre u.s. pubblicato a pagina 5 di Corsera, dove risulta, che un elettore su tre, è orientato verso l’astensione, in riferimento ad una prossima consultazione elettorale ? In definitiva chi ci dovrebbe provare a cambiare le cose? Quanta invidia ed ammirazione proviamo per il ricambio generazionale avvenuto recentemente in Inghilterra: Tre quarantenni al vertice : Un Primo Ministro (David Cameron), un ministro degli Esteri (William Hague) ed il Leader del Partito Laburista (Ed Miliband). Da noi sempre gli stessi eterni ed immutabili “decisori” di destra e di sinistra, che da cinque mesi discutano per lo più di una casa a Montecarlo. Certo non chiediamo dei miracoli ai nostri rappresentanti. Non che si facciano promotori di una legge simile a quella che nello stato del Vermont in America obbliga a farsi “almeno un bagno a settimana” o in quello della California ove è sancito il diritto che “il sole è garantito alle masse”. Ma nemmeno vorremmo leggere delle proposte di legge, che a definirle singolari è solo un segno di buona educazione, presentate al Parlamento Italiano per l’istituzione della “Giornata del Figlio” o per prevedere “Disposizioni per disincentivare il fumo e agevolazioni ai giovani che smettono di fumare” ( G.G. Stella Corsera 3 0ttobre 2010). Torniamo al tema. Ci arrendiamo? Per carità di Dio. Non è nelle nostre caratteristiche. Due neonate formazioni politiche di recente formazione, che sono vicine agli interessi dei cacciatori, si sveglino dal torpore estivo e prendano in mano la situazione. Il consenso di ottiene mobilitando la base venatoria sulle grandi questioni. Il “quotidiano” certo che occorre. Ma non si pensi di ottenere la fiducia solo attraverso azioni, pur necessarie, che si attagliano esclusivamente ad una sorta di giustizialismo venatorio. Su questo piano si ottengono subito gli applausi ma poi tutto s’inaridisce. Occorre volare alto? Un esempio? Potrebbero d’intesa e da subito promuovere due proposte di legge d’iniziativa popolare : Una per la riforma della legge 157/92 ed una per la revisione della legge 394/91. Poi una petizione diretta ai Presidenti di Camera e Senato, secondo quanto previsto dall’ art.50 della Costituzione, affinchè si dia corso alla istituzione di una Commissione Parlamentare d’inchiesta sullo stato di gestione dei Parchi Italiani. Analoga petizione potrà essere presentata ai Presidenti dei Consigli Regionali delle singole Regioni Italiane. Ci dimenticavamo di ricordare che noi non facciamo propaganda per nessuno. Certo a fronte della situazione chiamiamo le cose per nome e cognome, e ci rivolgiamo, nella più completa e rigorosa autonomia, a chi forse in questo momento è disposto a prestare attenzione alle nostre pur sempre umili e modeste considerazioni. Se poi strada facendo qualcuno o qualche altra forza politica vorrà farsi viva……benvenuta e grazie! ANTONIO PINOTTI

, a cura di Peppe Paino

Data notizia: 10/12/2010

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