Lino Natoli: Marina Corta , c'è ancora speranza

Lino Natoli: Marina Corta , c'è ancora speranza Riceviamo da Lino Natoli e pubblichiamo: Di pomeriggio, sorseggiare un caffè al Chitarra Bar, proprio ad un metro dal mare. Di fronte la Chiesa del Purgatorio, accanto la salita San Giuseppe, la piazza di Marina Corta, sullo sfondo il Castello, più avanti la baia di Lipari e il Monte Rosa: cosa ci si può aspettare di più? Eppure c'è ancora qualcosa in più. L'odore del caffè si confonde con il profumo che viene dal mare. Un aroma prima leggero, poi più intenso, sino a diventare acre. Dapprima sembra l'odore del pesce appena pescato, poi di quello appena pulito, infine dello stocco essiccato. Sale dal mare, e salendo acquista sfumature sempre più intense, così forti da stordire i sensi. Un'occhiata verso via Roma, l'antica via dei bottai, ed ecco un rigagnolo dai riflessi scuri e fangosi fare capolino da un tombino. Lo zampillo striscia da destra a sinistra, poi finalmente trova la sua strada e si tuffa verso il mare. I passanti lo guardano intingendoci le infradito, portandosi via per sempre il ricordo di quel momento. Intanto, dalla salita San Giuseppe, un altro filo d'acqua corre verso la via Roma attraversando l'entrata del bar. Qualcuno dice che è una palla che perde, intendendo con questo una cisterna stracolma che riversa sulla strada. L'incrocio dei due corsi d'acqua è suggestivo, tanto da commuovere il titolare del bar, definitivamente vinto da quello spettacolo. Poi, tutto ad un tratto, un rombo. Un motorino passa tra i tavoli e le piante, sfiora la cameriera con in mano il suo vassoio, quasi urta il cartello che suggerisce gelati dai vari gusti, granite e frullati, risale verso la chiesa per infine infilarsi dentro un vicolo. Due turisti seduti ad un tavolo nemmeno lo notano, guardano rapiti il panorama che si offre di fronte a loro; gli occhi socchiusi, la mascella semi aperta come quella di Teresina nell'attimo dell'estasi, non riescono a distogliere lo sguardo dalla Chiesa del Purgatorio. In fondo, questo è ancora il posto più bello del mondo. Dei ragazzini avvistano un polpo, lo inseguono, lo circondano ed infine lo catturano portandolo a riva. Mostrano fieri la loro preda che agita disperata i tentacoli lottando per un'impossibile fuga. Uno dei ragazzini osserva che il polpo è ancora troppo piccolo, così lo rimettono in mare. Nonostante tutto, c'è ancora speranza.

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 15/06/2013

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