La Pumex contesta la Soprintendenza

La Pumex contesta la Soprintendenza Lipari- " Si ribadisce formalmente che il ciclo lavorativo in corso in tutte le aree gestite dall'azienda è limitato all'utilizzo delle scorte con esclusione di qualsiasi attività estrattiva e che gli eventuali interventi di messa in sicurezza non riguarderebbero, in ogni caso, trasformazioni del territorio naturale". Questa in sintesi la posizione della Pumex dopo l'ingiunzione emessa in settimana dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina che com'è noto ha chiesto l'arresto di tutte le attività nella cava di pomice di Porticello , e comunque di opere comportanti la trasformazione dello stato dei luoghi. Il presidente Vincenzo D'Ambra, in una nota inviata alla Soprintendenza, al Sindaco e alla Procura della Repubblica di Barcellona ha puntualizzato che " nessuna attività di modifica o distruzione è posta in essere con riferimento agli immobili vincolati ( ammesso ma non concesso che un vincolo di tal fatta esista) in quanto la società sta provvedendo esclusivamente ad utilizzare il materiale già scavato e stoccato. Materiale che per definizione è un bene mobile al quale non si riferisce l'art. 146 del codice dei Beni culturali; l'attività attualmente eseguita riguarda soltanto la prosecuzione di quella di impresa. Ne consegue che anche il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori su immobile è fuor d'opera in quanto l'attività di impresa si sta esercitando ( in via residuale) solo su beni mobili ( materiale già scavato e stoccato)". L'azienda sostiene ancora, che ciò è peraltro emerso da un sopralluogo congiunto della Soprintendenza con i Vigili urbani ed i Carabinieri, durante il quale, come illustrato dal tecnico aziendale, e cioè mediante l'utilizzo delle scorte di lapillo prelevate dal grande cumulo e dal deposito di Punta Castagna. " Pertanto , nessun intervento incidente sulla naturale consistenza geologica del terreno", prosegue la nota, " è esercitato in atto, dall'azienda". Questa ha altresì lamentato di non essere stata ne invitata ne messa al corrente sul contenuto e sugli esiti del " tavolo tecnico " che si sarebbe riunito presso la Soprintendenza, malgrado una specifica richiesta di invio del verbale dell'incontro. Ma, altro grave aspetto che emerge, nel documento aziendale, è che l'ingiunzione con la quale la Sopritendenza dispone la " sospensione di qualunque attività connessa alla cava...e comunque opere comportanti trasformazione dello stato dei luoghi", è, sostiene l'azienda, " indiscriminatamente estesa a tutte le aree gestite dalla Pumex ed astrattamente riferite ad ipotesi estranee all'applicabilità dell'art. 146 D.leg.vo 42/2004- nonchè ad una assunta violazione del D.A. 5180/2001 non applicabile in aree oggetto di usi civici. Essa appare finalizzata-ravvisa l'azienda- ad una indubbia, gravissima interferenza sulla normale attività commerciale con possibili pesanti conseguenze per l'occupazione e quindi la per la sua stessa sopravvivenza".

a cura di Peppe Paino

Data notizia: 2/25/2007

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